E arrivò il 22 aprile… l’ultima di campionato, per molti, la fine dell’ennesima stagione. L’ultimo atto della storia, un passaggio obbligato per chiudere l’anno del 60esimo, prima di andare in vacanza. Come un presagio di Cassandra, il diavolo mette la coda nell’ultimo atto, il derby con il Teramo che ai detrattori, a qualche tifoso, e qualche corvo torvo, doveva rappresentare un appuntamento senza stimoli, senza nulla da dire, senza quell’odore di duello epico, senza che la Storia del basket abruzzese avesse più nulla da dire. Eppure in un sussulto di orgoglio è stato uno scontro sportivo da dentro o fuori, con il sapore in più: la vincitrice avrebbe buttato giù “l’odiata cugina” dal treno buono dei playoffs… Teramo-Campli è stata veramente per una delle poche volte della sua storia, una partita cruciale per la stagione.
Il Campo ha dato il suo verdetto 74-85 a favore della Globo Campli, che a dirla tutta non è mai andata sotto, gestendo un tesoretto di 15 punti di vantaggio maturati nel giro di 18 minuti di gioco. Durante il susseguirsi delle azioni e l’intercalare goliardico dei fischi arbitrali al limite del burlesco, la truppa farnese con un Burini illegale non cede al gioco soporifero teramano, e soprattutto alla difesa boxeristica messa in campo dai padroni di casa. I primi venti minuti si chiudono sul 39-51 per i farnesi, rilevano che nonostante il lignaggio della squadra non sia nobile, meglio dei garzoni affamati e tranquilli nell’animo, che “soldati” sotto pressione di un traguardo mai messo veramente a fuoco e forse puntato un po’ troppo presto nel tempo. Nonostante una marcatura a uomo dei cugini teramani, i nostri ragazzi riescono a trovare con continuità il canestro, con Burini, Serafini e Angelucci che nei momenti caldi assicura dei punti preziosi alla Globo Campli mantenendo sempre una buona linea di galleggiamento. Rientrati dagli spogliatoi, lo scontro si fa un po’ ruvido, le polveri sono bagnate da entrambe le parti. Si fa fatica a segnare e trovare 1 minuto continuativo dove gli arbitri non fischino un fallo. Burini ancora una volta, assistito da un Di Carmine metronomo assoluto degli ultimi venti minuti gioco farnesi, controllano e affondano le sicurezze di Teramo. A 5 minuti dalla fine, i padroni di casa inaugurano la fiera del fallo sistematico, da frustrazione pura alcuni, ovviamente scelgono l’uomo sbagliato come vittima, uno che fino a quel momento a tabellino aveva fatto un po’ il gatto sornione, Gianni Cantagalli (recuperato a tempo di record per il match dallo staff atletico del Prof. Mazzaufo e dall’equipe medica del Prof. Feleppa). Una serie di liberi infiniti e una tripla con gesto del pistolero decretano il solco finale. C’è solo il Miserere Domini farnese a scandire gli ultimi secondi. Campli nei playoffs Teramo con il cucchiaio di legno in mano. Applausi immensi a tutti i ragazzi e che come al solito ci mettono sempre di più di quello che hanno nelle gambe e un applauso scrosciante al Millo che arriva ancora dove nessuno credeva o solo sognava… onore al “cadetto di Guascogna”, che non sopporta la gente che non sogna!