In Blade Runner di Ridley Scott del 1982 Roy Batty (Rutger Hauer) Unità Nexus 6 chiudeva con questo monologo: Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…” Rimane una delle citazioni più espressive della storia del cinema di fantascienza e molte volte nell’uso comune, quando tra amici si vuole scherzare oppure raccontare una storia memorabile, l’incipit è sempre lo stesso: “Ho visto cose che voi umani…”.

Inizia così il racconto dell’annuncio del ritiro dai parquet, di uno dei giocatori di basket più forti del pianeta, uno che può tranquillamente essere accostato a nomi come Magic Jhonson, Michael Jordan, Larry Bird, Kobe Bryant e quei pochi che hanno cambiato il modo di vedere questo sport, sì lui, Emanuel David Ginobili Maccari per tutti “Manu”, la mano sinistra di dio più devastante degli ultimi 25 anni di Basket tra Europa ed America. La storia potrebbe continuare viaggiando tra: 4 titoli NBA, 1 Oro Olimpico, 1 Argento Mondiale, 1 Bronzo Olimpico, 1 Eurolega, 1 Scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Mvp delle Olimpiadi 2 volte Mvp della Serie A, 1 Mvp Final Four di Eurolega, 1 All Star Game NBA, 1 titolo di miglior sesto uomo NBA, insomma attraverso una miriade di aneddoti su finali vinte, palle recuperate all’ultimo secondo, schiacciate e stoppate, triple spezza gambe in serie playoffs per il titolo e tanto altro. Ve lo dice un fortitudino convinto, “dopo Danilovic forse ho invidiato solo lui alla Virtus Bologna, e ho sofferto molto nei derby stracittadini, dover ingoiare anche una stoppata in rimonta su Myers in una gara due di scudetto del 2001 su un appoggio sicuro per il -3 Fortitudo a meno di un minuto alla fine della partita avendola quasi acciuffata da un meno 12, è dura ancora oggi! O ancora quella diavolo di stoppata da dietro sempre sul capitano su piazzato da tre!” I grandi giocatori sono così, croce e delizia sia per la propria famiglia di tifosi sia per gli avversari, o li ami o li odi, e comunque ti alzi in piedi sugli spalti e applaudi a fine partita. “Grazie a dio andando via da Bologna ha scelto gli Spurs. In NBA ho potuto sostenerlo in santa pace essendo la mia squadra preferita oltre oceano, anche se, lo ammetto, le volte in cui si perdeva pensavo sempre al suo passato virtussino. Ognuno di noi malati di basket probabilmente avrà un ricordo associato a lui, con una lacrima o un sorriso…” Una cosa che molti forse non sanno è che “Manu” è passato anche al PalaBorgognoni in quel di Campli, sì in questo remoto parquet di provincia, era il 1998 nel classico Torneo Nino Di Annunzio, tra le fila della Viola Reggio Calabria, appena arrivato in Italia grazie a Gaetano Gebbia c’era proprio lui! Fu premiato come migliore esordiente, insieme al nostro Ciammaricone poi… “Voi direte: poi cosa? Beh si vede che non siete mai stai al PalaBorgognoni e non conoscete il tifo farnese.”. In un’azione di difesa il giovane “Manu” ruba palla e di contropiede va a schiacciare… un ferro clamoroso! Uno “stong!” che non passa inosservato al pubblico di casa… “Manu a distanza di anni, credo che quei fischi meritino delle scuse da parte nostra, perdonaci ma essere abruzzesi, farnesi e di cuore bianco/rosso è sempre un equilibrio tra il tifo sanguigno e la fede cieca!” Un giocatore come Ginobili rappresenta un patrimonio enorme per il Basket e il tempo passato a giocare sui campi nazionali e internazionali non può essere compresso in poche righe, qui vogliamo salutarlo e ringraziarlo per essere un esempio di professionalità e dedizione nella Pallacanestro e nello Sport.

Manu che la tua stella brilli in tutto quello che ti accingerai a fare, come brillano i tuoi lampi di gioco in mezzo al parquet… tutti quei momenti non andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia… ma rimarranno nella storia del Basket e con noi tifosi!

 

Muchas gracias Manu!