Domenica 7 aprile entra di diritto nella Storia di questa stagione di Serie B Old Wild West, dopo una corsa durata 28 giornate è arrivato quel maledettissimo foglio rosa a fine partita. Lo scontro tra la Globo Campli e la Malloni Porto Sant’Elpidio si è chiuso 81-77 per i padroni di casa!
Una lunga corsa iniziata questa estate, con i più che gridavano sotto voce, nascosti dietro un dito “ma questi dove vanno!” eppure siamo ancora qui alla 28esima giornata, che ce la giochiamo con tutti, e con tutti che ti fanno complimenti perché “ci vogliono le palle, coraggio e lucida follia per affrontare un Campionato così!”. Noi le palle, il coraggio e ce le abbiamo da quando eravamo tornati dalla Serie D alla Serie B con promozioni sul campo e serie playoffs stravinte o conquistate a forza di blitz fuori casa. Adesso abbiamo acquistato anche la lucida follia che non abbiamo più limiti per il nostro traguardo stagionale. Un po’ se volete e se ci permettete, ci sentiamo come Abebe Bikila.
Voi direte chi diavolo è… quelli che conoscono lo Sport, sanno che non è il protagonista di una delle storie di migranti che tanto colpiscono l’opinione pubblica in questo periodo, ma è stato un atleta che ha segnato un solco non indifferente nel mondo dell’atletica.
Etiope 23enne, pastore, proprio in Italia scrisse il suo nome nella leggenda della Maratona durante le Olimpiadi del 1960. Giovane, sconosciuto venne segnato alla gara di maratona, comunicando il suo tempo massimale, mai realmente registrato dal Comitato Olimpico, perché fino a quel momento aveva corso solo nel suo paese, i giudici non gli credettero e tutti non gli davano due lire.
Lui corse tutti e 40 i kilometri di gara scalzo, perché sapeva correre solo così, vinse e stabilì letteralmente volando il primato olimpico e mondiale. Anni dopo alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, operato di appendicite qualche mese prima e convalescente, scelse l’uso delle scarpe e vinse di nuovo buttando giù ancora il record Mondiale. È entrato nella storia dello sport perché è l’unico ad aver vinto due maratone olimpioniche consecutive insieme a Waldemar Cierpinski. Uno spirito di ferro Abebe, e un atleta leggendario, se poi si pensa che per un incidente rimase paralizzato, ma continuò a gareggiare alle Para Olimpiadi, distinguendosi nel tiro con l’arco e nel ping pong. Morì da leggenda a soli 41 anni, non riuscendo a vedere il suo Paese libero dal colonialismo europeo.
Voi probabilmente ancora non ci trovate similitudini o affinità con 12 ragazzi che stanno diventando giocatori, ma noi alcune, forse si! Dal gareggiare senza scarpe, alla volontà di ferro, al partire ultimo tra gli ultimi e giù di lì. Però la cosa che ci rende tutti Abebe, e che forse rende gloria ai ragazzi di coach Tarquini, è la frase che disse la leggenda etiope vincendo a Roma: “Ho voluto che il mondo sapesse che il mio Paese, l’Etiopia, ha sempre vinto con determinazione ed eroismo!”. Noi non saremo primi, ma di certo i nostri ragazzi sanno cos’è il Basket per Campli e cos’è Campli per il Basket… Memento semper in posterum!