Siamo arrivati ai titoli di coda per la stagione 2018/2019 della Globo Campli, è finita 3-0 la serie playout per rimanere in Serie B contro il Teramo. L’hanno vinta i cugini, con merito, con fisicità e maggiore freddezza. Personalmente proporrei una statua al capitano teramano Lagioia al posto del Garibaldi ben piazzato alla rotonda di Porta Madonna a Teramo, senza il numero 11, la truppa di coach Domizioli, l’avrebbe ricordata in maniera diversa questa piccola battaglia sportiva. Detto ciò, da inguaribile romantico e cinefilo quale sono, vorrei raccontarvi un film al quale sono profondamente affezionato e che trovo un vero capolavoro: Quella sporca dozzina (The Dirty Dozzen) film britannico del 1967 diretto da Robert Aldrich che racconta le sorti di un manipolo di detenuti statunitensi nella seconda Guerra Mondiale.
Nel 1944, alla vigilia dello sbarco in Normandia delle truppe Alleate, un gruppo di dodici galeotti viene addestrato dall’esercito statunitense per compiere un’importante ma anche molto rischiosa missione segreta: assaltare un castello francese, utilizzato dai tedeschi come centro di riposo per ufficiali. Se i galeotti riusciranno nella missione, otterranno in cambio la commutazione della pena. Per compiere la missione il maggiore Reisman ha a sua disposizione dodici militari, condannati alla pena capitale o a trent’anni per gravissimi reati, ai quali non viene offerta altra scelta che scontare la pena o affrontare la morte nell’assalto al castello. Aiutato dal sergente Bowren, il maggiore cerca di trasformare i dodici delinquenti in un gruppo di militari affiatati, riuscendoci perfettamente. Scattata l’esecuzione del piano e penetrati nel castello, gli uomini di Reisman intrappolano e uccidono gli alti ufficiali tedeschi che vi si trovano. Nell’operazione, tuttavia…
Non vi racconto il finale, perché ve lo dovete cercare, un buon film non fa mai male! Ci sono tante similitudini tra questo film e la nostra stagione, dal prendere dei reietti e trasformali in eroi, a due pazzi ufficiali che li istruiscono, al fatto che diventino un battaglione d’assalto efficiente unito e che lavora uno per l’altro. Beh direi che alla “banda di scappati casa” di coach Tarquini, calzi a pennello questa similitudine, e primi ufficiali del film, abbiano un ottima sponda in coach Angelo Vitelli e il Prof. Domenico Faragalli, che durante tutta questa stagione, tutti e tre insieme hanno costruito e smussato questa truppa alquanto “brancaleonesca” a detta di tutti gli addetti ai lavori. Tornati penitenti, visti comunque i risultati e l’impegno e l’onore dati a questa stagione. Volevo dire grazie a tutti i ragazzi della squadra, dello staff tecnico e atletico, fino all’ultima persona che ha raccolto le bottiglie a bordo campo a fine delle partite, e al malcapitato a giro che è rimasto per una stagione a chiudere le porte del palazzetto aspettando l’uscita di tutti. Grazie al pubblico che c’è stato e tutte le nuove leve del tifo che non hanno mai fatto mancare il loro apporto. Al di la di tutto, il vero risultato è che la Storia l’abbiamo realmente scritta insieme, nel bene o nel male Voi siete il Campli Basket… E come disse il sergente Jhon Reismann ai suoi galeotti diventati una truppa d’assalto: “Diamo anche a quegli altri un posto tra gli immortali!”. Grazie a tutti e ci vediamo la stagione prossima, sempre e comunque con un solo grido, Forza Campli!