Torniamo a questa stagione fatta di spalti vuoti, parquet silenziosi, sirene spente, palloni dormienti nelle gabbie. Poi d’un tratto, tutto o quasi si è mosso. La retina è tornata a frusciare, il sudore a scorrere, il cuore a crepitare, i nasi all’in su dei pochi fortunati, puntare sulle mille parabole della palla a spicchi a disegnare tiri, ognuno con le proprie “Ave Marie” e cugine.
In questo viaggio onirico tra palasport addormentati, la Farnese Pallacanestro, cercando il proprio paradiso, ha trovato l’etereo dei playoff (secondo posto in griglia) con una giornata di anticipo.
Nel silenzio i Farnesi guidati da coach Tiziano Tarquini, si sono compattati, tirando fuori una stagione da ricordare. La brigata di capitan Giorgio Palantrani, navigando nell’incertezza del calendario e con il concreto timore che si possa fermare tutto per un respiro sbagliato, è diventata una squadra che non ha paura di nulla. Ed ora ultimo porto conosciuto prima di salpare in mare aperto per i playoff. Ultimo passaggio di questo viaggio un po’ dantesco per la ciurma farnese.
Se al Sommo per l’inizio di quest’avventura rubammo le parole: “All’immaginazione ora mancò la capacità, ma già il mio desiderio ed il volere erano soddisfatti […]”; ora come augurio al mare aperto e con la brezza in faccia possiamo solo immaginarci sul ponte della nave: “O Frati – dissi – che per cento milia perigli siete giunti a l’occidente… considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Confidiamo in questo viaggio come ogni navigante alla scoperta dell’ignoto, consci che i playoff, il mare e la Fortuna hanno un tratto in comune: sono un orizzonte da puntare e cogliere al meglio delle nostre capacità, non buttando via nessun’opportunità. Quindi vento in poppa e forza Campli!